Umberta Dal Cero – Psicologa e Psicoterapeuta

Il modello teorico cui faccio riferimento nel mio lavoro si basa principalmente sull’approccio della Psicologia Funzionale (Rispoli, 1993). Tale approccio è applicato in campo psicoterapeutico nella «S.I.F. – Societa‘ italiana di psicoterapia funzionale – Scuola europea di formazione in psicoterapia funzionale corporea»,  riconosciuta dal MURST con D.M. del 16.11.00.

La Psicologia Funzionale o Neo-Funzionalismo nasce negli anni ’80 in seguito a studi, ricerche ed esperienze in campo clinico ed evolutivo, e rappresenta un avanzamento significativo e una rielaborazione integrata dei contributi delle teorie del Sé, delle formulazioni del primo funzionalismo della scuola di Chicago, delle teorie sull’identità funzionale tra mente e corpo di Wilhelm Reich e dei suoi successori. La Psicologia Funzionale si rifà anche ai più recenti apporti della psicobiologia, della neurofisiologia e delle neuroscienze, con una grande attenzione, inoltre, alle scoperte più avanzate relative allo sviluppo nell’infanzia dai primissimi anni di vita, sin dalla fase prenatale.

L’approccio Funzionale si basa sul concetto dell’esistenza di un’unitarietà mente-corpo, superando i modelli gerarchici nei quali la prima aveva il controllo e la supremazia sul secondo. Nello specifico, il Funzionalismo moderno si basa sui concetti di Funzione e di Organizzazione. Le Funzioni sono le componenti del Sé dell’individuo e possono essere studiate nel loro andamento nel tempo. Queste sono connesse ad una polarità e possono talvolta mostrare delle alterazioni. Il Sé, dal punto di vista Funzionale, è l’Organizzazione delle Funzioni dell’organismo. Tali Funzioni (razionalità, ricordi, fantasie, emozioni, ma anche movimenti, forma del corpo, posture, nonché sistemi e apparati fisiologici e neurovegetativi) sono tutte presenti fin dalla nascita e sono originariamente integrate tra di loro, successivamente nel percorso evolutivo si complessificano e si ibridano, dando origine ad una sempre maggiore diversificazione e complessità organizzativa.

Talvolta, eventi ripetuti e traumatizzanti e/o relazioni inadeguate ed insufficienti con le figure genitoriali di riferimento, possono comportare delle alterazioni in alcune Funzioni. Le alterazioni che possono verificarsi nel corso dello sviluppo, in un simile contesto ambientale-relazionale sono: scissioni, ipo-ipertrofie, sclerotizzazioni. Si parla di scissioni quando si interrompe l’unità armoniosa dell’interazione di due o più Aree del Sé e, quindi, le Funzioni appartenenti a ciascuna di esse interrompono la direzione armonica dello sviluppo evolutivo del soggetto, in rapporto all’ambiente, perdendo la capacità di influenzarsi reciprocamente. Di conseguenza, ciò che accade ad un certo livello, in una data Area oppure in una data Funzione, non produce più eventi congruenti nell’individuo. Possono, inoltre, insorgere delle ipotrofie o ipertrofie, intese come sviluppi di Funzionamenti insufficientemente od eccessivamente attivati di un’intera Area o di una o più Funzioni. Infine, possono intervenire delle sclerotizzazioni, intese come una perdita di elasticità con una conseguente riduzione delle possibilità del soggetto a poche e stereotipate modalità (ad es. modi disfunzionali e pervasivi di vivere le emozioni, posture alterate divenute inconsapevoli, pensieri ripetitivi).

Il bambino si sviluppa e cresce spinto dalla motivazione, vale a dire da forze che dirigono e sostengono il cambiamento, rendendolo possibile. Tali spinte motivazionali, a loro volta, servono a soddisfare dei Bisogni Fondamentali del Sé. Per un ulteriore approfondimento di questi si rimanda a Rispoli (1993; 2004). Per soddisfare i propri bisogni, il bambino vive quotidianamente in un ambiente nel quale le figure genitoriali ne sono una parte fondamentale. Ognuna di tali figure è connotata da caratteristiche diverse che influiscono differentemente nelle esperienze che il bambino vive. In questo modo può apprendere delle modalità di risposta all’ambiente e di comportamento che lo rendono via via più capace ed esperto a gestire le relazioni familiari e sociali complesse. Nel vivere ogni esperienza, le Funzioni del Sé del bambino sono organizzate in modo tale da rispondere efficacemente all’ambiente. Tali esperienze sono fondamentali per lo sviluppo del Sé del bambino e sono chiamate Esperienze di Base del Sé (EBS). Ogni Esperienza di Base del Sé (EBS) è definita da una particolare configurazione di Funzioni posizionate in una precisa gamma. Quando una EBS non è vissuta per un tempo sufficiente al suo completo sviluppo o in modo adeguato, insorgono delle alterazioni nelle Funzioni che la costituiscono. Nel loro alterarsi e inquinarsi portano “a un funzionamento o disfunzionamento del filtro con cui la persona impatta positivamente o negativamente, l’evento stressante: determinando una condizione di stress temporaneo positivo, o viceversa, una condizione dannosa di stress cronico negativo” (Rispoli, 2011). Si generano così comportamenti, pensieri, parole, atteggiamenti più specifici e differenziati che attraverso l’essenzialità dei Funzionamenti di fondo è possibile prendere in considerazione, in modo scientifico, nella globalità della persona con tutte le numerose variabili, con i suoi vari e complessi Sistemi integrati, nell’adattamento positivo; o da interconnettere, integrare e mobilizzare negli interventi anti disstress, nel caso di impatto negativo.

Le EBS individuate sono (Rispoli, 2011):

  1. TENUTI

Essere Tenuti (contenuti, fermati)

Essere Presi

Essere Portati (guidati)

Essere Protetti

  1. CONDIVISIONE

Aprirsi (raccontare di sé)

Condividere (cointeressarsi, scambiare)

Alleanza (l’altro dalla propria parte)

Piacere all’altro (mostrarsi, migliorarsi per l’altro)

  1. CONSIDERATI

Essere Visti (ascoltati, capiti)

Essere Valorizzati (apprezzati)

  1. CONSISTENZA

Presenza (visibilità, espandersi)

Consistenza (avere peso, sicurezza, fierezza, valorizzarsi)

  1. LASCIARE

Lasciare (allentare muscolatura, incantarsi, non “tenere”)

Fidarsi (affidarsi, fiducia)

Abbandonarsi all’altro

  1. CREATIVITÀ

Creatività (immaginazione)

Gusto del bello

  1. CALMA

Calma (tranquillità)

Aspettare (pazienza)

Stare (oziare)

  1. PIACERE

Piacere (eccitazione, godersi le cose)

Desiderare

Piacere dell’altro (trarre piacere dall’altro)

Benessere (armonia, interezza, verso il basso, vagotonia)

  1. CONTROLLO

Concentrarsi (attenzione)

Attenzione morbida

Allentare controllo (sciogliersi, perdersi)

Perdere controllo (esplosioni, crolli, trasgredire)

  1. FORZA

Forza originaria (distaccarsi, farsi spazio)

Forza morbida

Forza calma (affrontare, fronteggiare, potenza)

Forza aperta (buttare via)

  1. SENSAZIONI

Sensazioni (sentirsi, conoscersi)

Percepire l’altro (percepire l’altro, la realtà, percezione ampia o concentrata, esplorare)

Stupore (meraviglia, vedere il non noto nel noto)

  1. AGGRESSIONE

Aggressività affettuosa (giocosa)

Aggressione (per difendersi, attaccare)

  1. CONTATTO

Contatto (vicinanza, fusione, empatia)

  1. AFFERMAZIONE

Assertività (affermazione delle proprie idee)

Determinazione (tenacia, andare in fondo)

Scegliere (decidere)

  1. CONTATTO RICETTIVO

Essere nutriti (ricevere, assorbire)

Chiedere (per ricevere, richiamare)

  1. AUTOAFFERMAZIONE

Affermarsi

Progettare (concretizzare sogni)

Realizzazione (soddisfazione)

Competere (voler vincere)

  1. CONTATTO ATTIVO

Prendere (sedurre, portarsi l’altro)

Tenersi l’altro

Cambiare l’altro (muovere, trasformare)

Dare (abbracciare, regalare)

  1. NEGATIVITÀ

Cattiveria

  1. AMORE

Essere amati (portati dentro)

Amare (portare dentro, darsi, appartenere all’altro)

Continuità positiva (ricordi, aspettativa positiva)

Amarsi (dare a sé, piacersi, auto-consolarsi, sistemarsi)

  1. AUTONOMIA

Opporsi (rifiuto)

Separarsi (distacco)

Autonomia (stare bene da soli, non dipendenza)

  1. TENEREZZA

Tenerezza (dolcezza, morbidezza)

Cedere (accettare, tollerare)

Necessità dell’altro (fragilità)

L’obiettivo generale dell’intervento Funzionale è il riequilibrio del Sé che avviene tramite la mobilizzazione, la riarmonizzazione e l’integrazione delle Funzioni. Nella Psicoterapia Funzionale questo obiettivo è raggiunto mediante l’utilizzo di tecniche che sono collegate ognuna a determinate Esperienze di Base. La maggior parte di queste tecniche prevede un lavoro “psicocorporeo”, che permette al paziente di vivere una Esperienza di Base su tutti i piani del Sé. Inoltre, una parte di queste tecniche prevedono il tocco attivo del terapeuta sul paziente che deve o agire in un certo modo, rispondendo al tocco “attivamente”, oppure ricevere il tocco “passivamente”. In particolare, l’uso del tatto nel tocco favorisce una percezione completa dell’altro come modalità (arcaica e integrata) di relazione profonda (Rizzi, 2011). In terapia viene data, quindi, la possibilità al paziente di rivivere quelle Esperienze di Base non vissute in modo adeguato nella sua storia e che nella carenza hanno causato le alterazioni riportate o rilevate nella diagnosi. In questo modo le Funzioni alterate, coinvolte in queste Esperienze di Base, hanno la possibilità di integrarsi, riarmonizzarsi e di mobilizzarsi.

Psicoterapia Funzionale: in quali casi è consigliata

Il pensiero Funzionale permette di analizzare ed intervenire su realtà molto differenti: l’individuo, il gruppo, la comunità, la famiglia, l’istituzione, e così via. Perciò la Psicoterapia Funzionale è indicata sia per gli adulti che per bambini e adolescenti, oltre che per i gruppi. E’ inoltre utile in tutti i tipi di disturbi perché va alla base della sintomatologia, su ciò che la produce, vale a dire le alterazioni dei Funzionamenti di fondo. E’ importante precisare, inoltre, che la visione Funzionale tende a non separare cura e prevenzione, salute e malattia: oltre che di psicologia clinica e psicoterapia si occupa infatti di prevenzione ed educazione alla salute e al benessere.

Bibliografia

Rispoli, L. (1993). Psicologia Funzionale del Sé. Organizzazione, sviluppo patologia dei processi psicocorporei. Ed. Astrolabio.

Rispoli, L. (2004). Esperienze di Base e sviluppo del Sé. L’evolutiva nella Psicoterapia Funzionale. Ed. Franco Angeli.

Di Nuovo, S. & Rispoli, L. (2011). L’analisi Funzionale dello stress. Dalla clinica alla psicologia applicata. Ed. Franco Angeli.

Rizzi G., Rizzi L., Casetta L. (2011). Il Tocco Massaggio Funzionale Integrato. Ed. Domeneghini.

Um auf deutscher Sprache mehr zu erfahren:

Marlock, G. & Weiss, H. (2006). Handbuch der Körperpsychotherapie. Ed. Schattauer.

 

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